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Le nuove tendenze, le strategie per ripartire, l’importanza della comunicazione efficace

In un momento di grande difficoltà per il settore, è possibile adattarsi e costruire un nuovo potenziale. Per ripartire, è però necessario seguire strategie e puntare sulla flessibilità. Dal turismo lento e di prossimità alla rimodulazione della propria offerta, dalla creazione di contenuti alla comunicazione periodica ed efficace, ecco i possibili scenari e gli strumenti per superare la crisi.

Una strategia per trasformare la crisi in nuove opportunità

Creare un nuovo modo di fare turismo è possibile, investendo su quelle attività che più si conciliano con il quadro attuale e le mutate esigenze. Oggi si parla molto del cosiddetto turismo di prossimità, che potrebbe ridisegnare le nostre abitudini di viaggio, privilegiando mete vicine, per lo più naturalistiche e poco affollate. Si prevede che gli stessi residenti di una località o di una regione, spesso ignari delle bellezze della propria terra, diventeranno i primi scopritori dei luoghi in cui vivono. Questo implica un’offerta da riscrivere o rimodulare, che tenga conto delle risorse a propria disposizione e le rivalorizzi a seconda delle tendenze osservabili.

Al turismo di prossimità si lega poi il concetto di turismo lento, che mira all’esplorazione autentica e attenta del territorio. Un’ospitalità al passo coi tempi richiede una rinnovata sensibilità verso il circondario. Chi opera in montagna o in zone rurali potrà ideare programmi di escursioni e passeggiate alla scoperta del luogo. Chi lavora in città potrà comunque promuovere gite fuori porta e percorsi cicloturistici alla scoperta dei nostri meravigliosi borghi, ricchissimi di tradizioni e artigianato. Non si tratta solo di rimettere il cliente in comunicazione con lo spazio circostante: queste nuove forme di turismo sostenibile saranno uno strumento per rinsaldare le relazioni umane con gli altri e con se stessi.

Dopo mesi trascorsi in spazi angusti e con una gamma limitata di sensazioni, le persone riscopriranno il valore del piccolo e del prossimo, rivedendo le cose come per la prima volta, con nuova sensibilità e apertura alla sfera sensoriale. Da qui, la necessità di aggiornare la propria visione imprenditoriale, abbracciando soluzioni adatte alle rinnovate modalità di evasione.

Il marketing turistico ai tempi della pandemia

Una comunicazione efficace è il primo passo concreto per portare il settore fuori da questa crisi. Prima di tutto, è importante mantenere uno scambio vivo con i propri clienti, proponendo contenuti con cadenza periodica. La continuità è un fattore decisivo, per mostrare agli ospiti di ieri o di domani la nostra presa in carico della situazione e i miglioramenti che intendiamo apportare, come fonte autorevole di rassicurazione. Attraverso il sito internet, le newsletter o la nostra presenza sui social, possono essere veicolate informazioni di varia natura. In attesa della riapertura, è possibile ad esempio coinvolgere con approfondimenti sul territorio, sulla sua storia, le sue risorse, i suoi segreti. Per mettere in risalto la propria consapevolezza e il proprio impegno, si possono poi dedicare sezioni alla messa in sicurezza dei locali, con gli opportuni investimenti e le buone pratiche dispiegate. Aggiornare con costanza la propria pagina web, rispondere alle domande e intrattenere o informare con contenuti di qualità significa incentivare la brand reputation e assicurarsi un ruolo all’interno di questa nuova congiuntura. Non è solo questione di proporre contenuti di rilievo: occorre farlo con atteggiamento propositivo, proteso al rilancio. Ciò significa essere consapevoli delle difficoltà, ma con un occhio di riguardo al “buono” che è possibile ricavarne. La domanda a cui rispondere in maniera fattiva è: in che modo la mia impresa e le mie attività possono adattarsi alle nuove esigenze e trarne un valore aggiunto?

Il rilancio dell’editoria turistica

Una volta analizzate situazione e prestazioni, valutati i nuovi trend e identificati i punti forti dell’offerta da valorizzare, è necessario investire sulla promozione. Tutti sono concordi nell’attribuire all’editoria turistica un ruolo di primo piano nel rilancio del settore. Investire sulla creazione di pagine web, sulla programmazione e sulla divulgazione efficace dei servizi, significa seguire una strategia operativa di successo. 

La cura formale, l’adeguatezza stilistica, la personalizzazione in base al target e la pluralità dei contenuti sono tutti elementi che permetteranno di collegarsi con un bacino di utenti eterogeneo ma accomunato dal desiderio di esplorare più da vicino e più lentamente la ricchezza del nostro Paese.

Lo scenario al quale assistiamo vede il turismo come uno dei potenziali operatori della ripresa sociale ed economica. È necessario creare un canale privilegiato per raggiungere i potenziali viaggiatori del prossimo futuro, con materiali informativi come guide, brochure e opuscoli che consentano loro di orientarsi in autonomia e di ricevere le informazioni necessarie per godere appieno della loro esperienza. Materiali curati dal punto di vista editoriale, che siano quanto più divulgativi, efficaci nella trasmissione dei dati ed esaustivi, faranno la differenza nella scelta del tipo di destinazione e di soggiorno.

Mai come oggi è quindi essenziale curare l’aspetto culturale e comunicativo che, da semplice strumento, diventa attore di un processo di cambiamento, parte integrante dell’esperienza. Per ripartire, ma in modo migliore, rispetto al punto in cui ci siamo fermati. Per acquisire consapevolezza, mettendosi in cammino. Per riscattare un settore che permetterà di ritrovare bellezza e di ricostruirsi un posto dopo la crisi. 

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