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La vita del traduttore oscilla come un pendolo tra l’euforia e la Caritas.
La vita del traduttore è sicuramente molto bella, a meno che il vostro sogno non fosse pilotare elicotteri da guerra o fotografare gli stambecchi in montagna.

Scopri un sacco di cose, quando traduci.
Per esempio, ho appena finito di tradurre un catalogo di accessori da ufficio, ergonomici e pensati appositamente per chi, come noi, passa giorni e giorni davanti al PC. Non hanno ancora pensato alla linea flebo/cateteri per traduttori indietro sulle consegne, ma sono certa che colmeranno presto una lacuna tanto importante.

Il cartello che appenderò a breve dietro la scrivania

Leggo che una postazione ben organizzata aumenta la produttività. Queste mani, queste con cui sto scrivendo, traducono “tieni in ordine la tua scrivania” e mettono anche un ipocrita finto-entusiasta punto esclamativo. Vergogna.

Tieni in ordine la tua scrivania.

Ma se mi mandano gli stagisti dal bazar di Istanbul, per imparare a impilare le cose!
Vengono i N.A.S. a preparare grandi operazioni, sulla mia scrivania. Non per vantarmi.
Con la datazione col C-14 sono in grado di rispondere alla domanda: “Che cos’hai mangiato il 16 settembre 2011?”.
Mancano solo i gabbiani, sulla mia scrivania.

Tieni-in-ordine-la-scrivania.

Allora? “Metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita”.

Metto in ordine la scrivania, aumento la produttività, rinuncio alle briciole sulla tastiera, faccio 2000 parole in un’ora, consegno in anticipo, allineo le memorie, mi aggiorno, scrivo un paper, seguo i social, aggiungo una nuova lingua di lavoro alle mie competenze.

Mi immagino già al volante della Porsche che ho appena comprato: sorrido alla giornalista che mi chiede qual è il segreto del mio successo. Le rispondo radiosa: “È bastato togliere le tazzine sporche dalla scrivania e non stare seduta come una protoscimmia”.
Quindi, con la scarsa produttività, non c’entravano niente tutti quei video di gattini, o il cane che fa “la la la”

Nemmeno le capre che svengono

O le marmotte che chiamano Alan

O la pucciosità dei corgi.

Bastava convincere gli stercorari a lasciare libero il tappetino del mouse!

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